Come coltivare in casa le felci

A seguito delle tante richieste, ci fa piacere condividere informazioni circa i risultati positivi e consolidati di un nostro esperimento per un'agevole coltivazione di felci in casa.

Come già sottolineato, le specie che meglio si adattano all'ambiente asciutto degli interni sono quelle che presentano fronde coriacee, in particolare Phlebodium spp, Rumohra, Nephrolepis cordifolia var, Asplenium nidus e antiquum...

La parte più complicata da spiegare è sempre quella relativa all'irrigazione: tutte le piante segnalate prediligono l'asciutto (con moderazione) e qualche giorno di terreno secco tra un'irrigazione e l'altra. 

Il sistema che vi proponiamo consiste in una pseudo-idrocoltura, nel senso che piante coltivate in terra vengono trattate come piante in idrocoltura. Questo consente la coltivazione in contenitori stagni e l'ottimizzazione della risorsa idrica oltre a una semplice gesione delle concimazioni.

 

Occorrente (foto 1)

- pianta coltivata in vaso, con radici robuste e uniformemente distribuite nel pane di terra;

- contenitore stagno (le dimensioni devono essere superiori a quelle del vaso di coltivazione della pianta, 6 cm in più di diametro e 3/4 cm in più in profondità);

- indicatore di livello per idrocoltura (la sua altezza deve essere rapportata alla profondità del contenitore stagno);

- argilla espansa (meglio se lavata).-

 

Ecco come si procede:

1. (foto 2) estraete la pianta dal vaso di coltivazione limitando al minimo (o addirittura evitando) la pulizia delle radici perimetrali. E' importante che la zolla sia umida.

2. (foto 3) posizionate l'indicatore di livello su un lato del contenitore stagno, in modo che appogi sul fondo;

3. (foto 4) aggiungete argilla espansa per creare uno strato di circa 3/4 cm sul fondo del contenitore stagno;

4. (foto 4) posizionate la zolla della pianta al centro del contenitore stagno, appoggiandola sul fondo di argilla espansa;

5. (foto 5) riempite il contenitore stagno con argilla espansa;

6. annaffiate lentamente, aggiungendo acqua con una brocca vicino all'indicatore di livello finché questo (astina rossa all'interno del serbatoio trasparente) non raggiunga il livello ottimale. 

Se l'operazione è compiuta in estate, nel breve volgere di 2 o 3 giorni l'acqua sarà completamente assorbita dai granuli di argilla espansa e le radici della pianta inizieranno a 'cercarla' aderendo alle loro porosità, allontanandosi dal pane di terra. A 7/8 giorni dalla prima irrigazione, una volta che la zolla risulti ben asciutta, procedete con una nuova annaffiatura: stavolta, però, sarà necessario anche reidratare il pane di terra stesso in cui si trovano ancora la maggior parte delle radici. E' essenziale che questa operazione sia svolta con lentezza per consentire all'acqua di essere assorbita ed evitare di eccedere: ricordiamo che il contenitore è stagno e troppa acqua può fare marcire l'apparato ipogeo. Iniziate l'annaffiatura concentrando l'apporto d'acqua sulla zolla originaria. Una volta che questa sia imbibita uniformemente e l'acqua inizi a defluire sul fondo del contenitore stagno, facendo salire l'asta rossa dell'indicatore, continuate l'irrigazione fino al raggiungimento del livello ottimale.

Nel corso dell'estate, che è la stagione di crescita per queste felci, ogni 15 giorni è bene aggiungere all'acqua dell'irrigazione un fertilizzante liquido bilanciato, magari a metà dose. La concimazione può essere sospesa da settembre, per poi riprenderla da aprile.

Nel corso dell'inverno la frequenza delle irrigazioni sarà molto inferiore,  ogni 15/20 giorni.

Ricordiamo che tutte le felci hanno bisogno di luce per prosperare in casa: scegliete di posizionarle nei pressi di una finestra, meglio se esposta a sud o sud-ovest. 

Se nel corso delle irrigazioni doveste esagerare, niente paura: con un po' di pazienza fate uscire l'acqua in eccesso dal contenitore stagno e ripristinate il livello ottimale.

Buona coltivazione!

 

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