Pleione

Pleione (Orchidaceae)

Il genere Pleione, dedicato alla madre delle Pleiadi (mitologia greca) è un piccolo gruppo di belle orchidee miniatura, terrestri, epifite o litofite.

Comprende solo diciassette specie distribuite nei monti e ai piedi delle colline di Himalaya, India, Myanmar, Thailandia, Laos, Vietnam e Cina e sono adattate alle basse temperature e perfino al gelo: alcune, tuttavia, preferiscono un clima più mite.

Crescono bene in siti  drenati e su rocce ricoperte di muschio, ad altitudini comprese tra 600 e 4200 mt slm; le specie terrestri prosperano in un terreno molto ricco di humus di foglie e  aghi di pino, spesso ai piedi di grandi arbusti di Rhododendron o in distese erbose.

Le Pleione nascono da uno pseudobulbo abbastanza grande, spugnoso, quasi globoso o ampolliforme, stretto all’apice. Ogni pseudobulbo è attivo per un anno e porta una o due foglie di una lunghezza di 15-30 cm. Queste cadono prima dell’inverno che è la stagione di dormienza. Il fiore ha origine dai nuovi germogli che crescono alla base dello pseudobulbo. Quando il fiore appassisce lo pseudobulbo che l’ha originato inizia a deperire, si allungano le radici e crescono le foglie alla cui base si ingrossano i nuovi pseudobulbi che porteranno il fiore nella stagione successiva.

I  fiori delle specie montane sbocciano in primavera. I fiori delle orchidee che crescono nei climi più caldi sbocciano in autunno, alla caduta delle foglie. Per questo motivo i primi vanno conservati a una temperatura minima invernale tra o e 5°C, mentre i secondi richiedono temperature minime attorno ai 10°C. Durante l'estate le temperature massime dovrebbero essere comprese tra 25 e 27°C. Sotto al nostro ombraio a Bologna arriviamo talvolta quasi a 40°C  ma la costante umidità atmosferica ci consente di mantenerli in condizioni ottimali anche nelle estati più calde.

Vi state chiedendo come mai, se crescono ad altitudini tanto elevate, le Pleione non resistono sotto allo 0? Essendo epifite, lo pseudobulbo rimane tutto l'inverno appoggiato su ghiaia o roccia e sepolto sotto a uno strato di soffice neve che ne evita il congelamento e la marcescenza.

Essendo endemiche dei climi monsonici, le Pleione necessitano di abbondante umidità nel periodo di crescita e assoluta mancanza d’acqua in inverno: dal punto di vista della coltivazione, il modo più semplice per godere di queste meravigliose fioriture è la messa a dimora dello pseudobulbo in piccoli contenitori che possono essere posti all’esterno, a primavera, in posizione riparata dal sole diretto e dal vento, e ricoverati all’inizio dell’autunno in luogo fresco e asciutto.

Qualche indicazione in più per interpretare la lista delle piante in coltivazione:

Specie botaniche, ibridi primari naturali, varie forme: corsivo

Ibridi: nome genere in corsivo, x, nome dell'ibrido tra virgolette doppie

Cloni selezionati: nome genere in corsivo, nome dell'ibrido + gx (grex - termine tecnico per indicare l'incrocio che ha dato origine al clone), clone tra virgolette doppie.

Per motivi tecnici le piante non sono tutte in ordine alfabetico e gli ibridi sono in coda: cloni selezionati e specie botaniche sono mescolati in base alle iniziali.

Nella scheda tecnica delle piante trovate sempre la loro genealogia: in caso di incroci il primo nome si riferisce al pod parent, il secondo al pollen parent.

E ora alcuni consigli pratici per la coltivazione...

TEMPERATURA  Pleione a fioritura primaverile: minime invernali tra 0 e 2°C; massime estive ideali 25°C – noi le coltiviamo sotto ombraio dove le temperature diurne superano i 30°C per almeno due mesi estivi. Le Pleione a fioritura autunnale (es. Pl. praecox e suoi ibridi) preferiscono un minimo di 5°C con l’ unica eccezione di  Pl. maculata che richiede un minimo di 12°C.

LUCE  Le P. gradiscono la luminosità anche se ad iniziare dal mese di marzo una leggera schermatura è consigliata per filtrare i raggi solari più forti: quando non c’è più pericolo di gelate notturne, è ideale posizionarle all’esterno, in zona semi-ombreggiata, protette dalla pioggia finchè le foglie non sono completamente formate.

ANNAFFIATURA  Mantenere il compost leggermente umido fino al termine della fioritura – da fine febbraio in poi noi immergiamo il fondo dei vasi di coltivazione (1 cm)  in acqua per pochi secondi, una volta alla settimana – per capillarità l’umidità sale fino allo pseudobulbo e lo mantiene turgido senza farlo marcire, agevolando così l’emissione del germoglio. Dalla fioritura in poi si aumentano gradatamente portata e frequenza delle annaffiature: in questo periodo si formano foglie e radici che utilizzeranno l’acqua per le funzioni vitali. Come avviene in natura nei luoghi d’origine, durante l’estate l’acqua deve essere abbondante: annaffiare quotidianamente (anche due volte al giorno se fa molto caldo) evitando di fare asciugare troppo il composto di coltivazione. Man mano che si approssima la stagione di dormienza e le foglie iniziano a deperire, da settembre in poi, diminuire frequenza e portata delle irrigazioni fino a sospenderle completamente da ottobre a febbraio.

CONCIMAZIONE  Le Pleione amano una concimazione frequente ma molto diluita (naturalmente applicata con irrorazione foliare). Ecco lo schema ottimale, con frequenza quindicinale: iniziare con alto contenuto di azoto quando si sviluppa a foglia – poi passare ad un bilanciato da giugno a fine agosto - terminare con un alto contenuto di potassio fino alla caduta delle foglie. Importante è diluire di circa un quarto la dose consigliata sulla confezione.

RINVASO   Dovrebbe essere effettuato tutti gli anni sostituendo integralmente il composto nei mesi di gennaio- febbraio, durante la fase di dormienza. E’ bene sottolineare che le radici delle Pleione non si rigenerano e ogni parte compromessa non viene sostituita: per questa ragione è assolutamente sconsigliato svasare le piante nella fase vegetativa. Per quanto riguarda le Pleione  a fioritura autunno-inverno, il rinvaso va effettuato immediatamente dopo la caduta della foglia.  Se gli pseudobulbi sono messi a dimora singolarmente, ideale è un vaso 7x7 cm anche se la migliore crescita e fioritura avviene quando ci sono molti bulbi vicini tra loro, a circa 2 cm l’uno dall’altro, in ciotole larghe e poco profonde.

COMPOST  Esistono vari tipi di compost, con differenti proporzioni e materiali (bark, perlite, muschio vivo di legno, sfagno, foglie di faggio tritate, aghi di pino, pomice) ma tutti devono avere una caratteristica in comune: ottimo drenaggio e capacità di conservare l’umidità.

Dopo molteplici tentativi ora usiamo la seguente ‘ricetta’, molto semplice:

per le specie (che gradiscono maggiore umidità) 3 parti di bark medio, 2 di sfagno tagliato, 1  di perlite;

per tutti gli ibridi:    4 parti di bark medio, 1 di sfagno tagliato, 1 di perlite.

Buona coltivazione!!! Per ulteriori consigli contattateci sul sito appositamente creato per le Pleione dal nostro responsabile di produzione, l’amico ed esperto Giovanni Tinarelli: www.giorchids

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