Le nostre preferite - piante per il giardino-foresta

Come abbiamo sempre sottolineato, il nostro è un vivaio “sui generis” perché è stato creato per Michele e per me, per consentirci di conoscere e provare piante diverse: di conseguenza ogni anno la gamma di generi, specie e varietà coltivate si integra di novità, perdendone altre per irrisolvibili motivi di spazio… Abbiamo ancora esemplari bellissimi di varietà particolari di Acer palmatum e di Wisteria, Corylopsis spicata e pauciflora, Lagerstroemia – abbiamo abbandonato a malincuore la coltivazione di Viburnum e Prunus giapponesi con meravigliose fioriture primaverili, così come delle Magnolia.

A suo tempo abbiamo iniziato a coltivare personalmente piante particolari e introvabili nei vivai per formarle come esemplari unici e bellissimi da inserire nei nostri giardini. Purtroppo le piante legnose, soprattutto se conservate in vaso, richiedono un grande impegno di mezzi e di spazio e questo settore del vivaio lo stiamo eliminando progressivamente: peccato, perché in questo modo si perde la possibilità di avere giardini interessanti e diversi anche dal punto di vista botanico oltre che architettonico e strutturale.

Negli ultimi tempi la nostra ricerca si è spostata verso le erbacee perenni: a fianco delle mie predilette, felci e altre piante con foglie ornamentali, proponiamo una varietà di ‘companion plants’ (odio gli inglesismi, ma come dirlo in italiano con la stessa efficacia e brevità?) adatte nei terreni freschi, soffici e in ombra ma non solo (Epimedium, Helleborus, Aquilegia, Heuchera, Ligularia, Farfugium…). Michele spazia più volentieri tra i generi con fioriture appariscenti: Paeonia, Iris, Hemerocallis, Hibiscus palustris, rose…. Il tutto in quantità non industriali: per questa ragione non vendiamo a vivaisti, ma proponiamo le piante che coltiviamo a 'giardinieri golosi' come noi e al pubblico delle mostre-mercato, sempre curioso di novità e piante difficili da trovare!

Colgo questa preziosa occasione per fare una puntualizzazione, anzi due: - non ‘inventiamo’ piante e nemmeno siamo ‘plant hunters’ – la nostra passione è coltivare piante e se possibile metterle a dimora nei giardini che sono la parte davvero ‘creativa’ della nostra attività; - secondo noi le piante non devono conoscere ‘mode’ e fare ‘tendenza’. Ci siamo appena liberati (ci ha pensato la natura) dei retaggi del vivaismo ‘modaiolo’ degli anni 60 e 70, con le sue lunghe siepi di Thuja e Cupressus e i ginepri che avvolgevano improbabili ‘collinette’ sorte nel mezzo della pianura ad opera di costruttori e progettisti con deliri di onnipotenza (il Signore ci fa vivere in una terra piatta, adesso ci pensiamo noi a cambiare le cose…).

Nonostante le tante trasmissioni televisive e le riviste di settore, non basta ancora la diffusione della conoscenza delle piante, dal punto di vista scientifico e colturale – in questo ci impegnamo quotidianamente, proponendo piante sconosciute ai più (per esempio molte specie di felci, Eucomis, Pleione…) e riproponendo piante stranote (vedi le rose) o note a molti (vedi le Hosta), nella convinzione che più c’è consapevolezza più i nostri giardini saranno rigogliosi e ricchi di piante che vi crescono bene. Cos’importa se le Hosta plantaginea le conoscevano già le nostre nonne? Se sono piante perfette per certe situazioni, facciamolo sapere a tutti. Mi hanno detto: “Perché porti le Hosta alle mostre-mercato? C’erano già vent’anni fa a Masino”. A chi la pensa così io rispondo: “Perché troppo pochi le hanno piantate e c’è bisogno di insistere sulla bontà di questa pianta.” Non è necessario che una pianta sia strana o insolita, anzi: l’importante è che sia forte perché se non è così non avrà mai un risultato in giardino, e questo è il nostro obiettivo – creare sempre più giardini e sempre più belli e rigogliosi.

Il collezionsimo puro, che “ha un suo perché”, non c’entra con la nostra filosofia di lavoro. Per proteggere le piante si salvaguarda l’ambiente; per diffondere la cultura si creano Orti Botanici; per rendere vivibili e belle le nostre città bisogna creare giardini, a tutti i livelli. Non solo i parchi cittadini che spesso sono aree di ricreazione dove il “verde” funge da scenografia. Non solo i parchi di chi, per fortuna, può permettersi la progettazione e la firma di un paesaggista, più o meno noto. Ma i cortili, i terrazzi e i balconi dei più, che se messi insieme formano una fetta importante del verde urbano. E’ qui che noi dobbiamo fare breccia e lavorare con instancabile dedizione: mettete a dimora piante generose e forti, poco importa se non sono delle novità. Quelle piante che si moltiplicano con una facilità esagerata. Nei miei ricordi di bambina Cerastium, Vinca, Oxalis, Aspidistria, Sempervivum passavano allegramente da un cortile all’altro grazie allo scambio solidale tra 'arzdoure'. Quando venite a trovarci in vivaio o ci incontrate alle mostre-mercato non abbiate paura di chiedere informazioni: siamo lì apposta per condividere la nostra esperienza ed aiutarvi ad avere un bellissimo giardino. Se avete voglia di lavorare un po’ (perché questa è una condizione indispensabile), troveremo insieme le piante giuste per darvi il massimo della soddisfazione e del risultato. Eppoi, in questo bellissimo viaggio sempre pieno di novità e sorprese, da qualche anno abbiamo abbracciato e stiamo approfondendo l'esperienza della permacoltura e dell'agricoltura naturale. Termini come 'ecologia profonda' dovrebbero fare parte del nostro vocabolario fin dalle scuole elementari: per questo motivo confrontarsi con i bambini (o con adulti Peter Pan) è per noi molto importante. Più si prosegue nel lavoro con le piante più si comprende che non è solo con le piante che si ha a che fare; più si guarda oltre più si acquista consapevolezza della nostra posizione, come 'umani', nell'organismo cosmico; e così diventa una necessità (e vorrei dire una fonte di grande serenità) mettersi in sintonia con il creato e liberarsi dal peso di considerarsi al centro dell'universo. Non dobbiamo gestire il pianeta e le sue risorse solo pensando a quanto benessere o problemi le nostre azioni porteranno alla nostra specie: noi siamo una parte del tutto ed è davvero necessario che impariamo di nuovo a farci bastare il necessario, proprio come fanno tutte le altre creature viventi. E il necessario e l'utile, dal punto di vista pratico, sociale, spirituale, può cominciare a crescere proprio nel nostro giardino, fuori dalla porta di casa...

Non vi diremo cos'è un giardino-foresta, o 'forest garden' visto che il nome originale è inglese: sul web e nei libri c'è già tanto quindi ci limitiamo a 'solleticare' la vostra curiosità...

La nostra idea del giardino-foresta è che non deve essere plasmato esclusivamente per la nostra utilità pratica (quindi contenere solo piante edibili): per essere completo e davvero in sintonia con l'ambiente deve prevedere la messa a dimora di piante 'inutili' o non mangerecce perché se non sono buone per noi la natura ha fatto in modo che lo siano per altri nostri compagni di avventura. Quindi largo agli ortaggi, agli alberi da frutto, ai frutti minori, ma anche a fitolacche, rose e fiori che attirando gli insetti, gli uccelli e altri animali contribuiscono a completare il ciclo biologico del nostro giardino.

Se siete interessati a questo argomento, possiamo progettare per voi una  base di lavoro e fornirvi il necessario per iniziare...non avete già voglia di assaporare il primo raccolto di cicoria o fragoline mentre passeggiate nel vostro giardino? Qualsiasi stagione è giusta per cominciare!

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