Felci arboree

Si raggruppano sotto questo nome generico le felci che sviluppano le loro fronde in cima a un 'tronco' (rizoma che cresce fuori terra) alto da uno a venti metri a seconda della specie.  All'apice del rizoma si formano continuamente nuove fronde e man mano che queste invecchiano e muoiono aumentano il diametro del 'tronco' al cui esterno spesso si forma un  fitto manto di radici. La vita di queste radici è strettamente legata all'umidità atmosferica visto che non ricevono protezione dal terreno: per questo motivo le felci arboree devono essere bagnate anche sul tronco, avendo cura però di non inumidire troppo il germoglio centrale che è la parte più delicata della pianta. Anche le concimazioni, mai eccessive,  sono meglio assorbite se applicate sul tronco e sulle fronde.

Quasi tutte le felci arboree vivono in climi miti, ma a seconda della provenienza prediligono temperature costanti (inverno-estate, notte-giorno) o leggere escursioni in particolare tra temperature notturne e diurne. Il genere Dicksonia è quello che meglio si adatta al clima temperato, benchè tolleri qualche gelata non troppo intensa e non troppo prolungata solo quando la pianta ha sviluppato un tronco di 60-100 cm, vale a dire ha raggiunto quasi 10 anni di età. Per questo motivo le felci arboree devono essere ritirate e protette nelle aree più fredde.


Tra le felci arboree più note e coltivate:
Sphaeropteris cooperii - crescita rapida, tronco sottile e poco robusto anche perchè non sviluppa radici aeree
Dicksonia antarctica - crescita lenta, tronco tozzo e vigoroso perchè rivestito da una spessa coltre di radici
Alsophila tricolor (syn Cyathea dealbata) - crescita lenta, raggiunge i 9 metri in natura ma si ferma a 3 in 'cattività'
Blechnum gibbum - può essere coltivata in appartamento o all'esterno nei climi miti, cresce velocemente ma non va oltre il metro, sviluppa un tronco alto al massimo 30 cm
Osmunda regalis - può essere considerata una felce arborea anche se di fatto il suo tronco non va oltre i 40 cm - è l'unica che si trova in natura in Italia ed è resistente anche alle basse temperature (-20°C)
 

Tra le nostre preferite Sphaeropteris medullaris e brownii per la loro maestosità e l'ampiezza delle fronde, nella prima particolarmente morbide.

Particolare e molto molto bella C. tomentosissima, dal portamento compatto, crescita lenta, fronde leggere e ricche di 'scaglie' bruno-dorate che sembrano illuminare la pianta.

Le Dicksonia, grazie anche alla loro maggiore rusticità, sono tutte da provare: inconfondibili al tatto per la ruvidità quasi spinosa delle fronde, con i massicci tronchi che sono perfetti supporti per orchidee, tillandsie e altre epifite, ogni pianta può divenire un giardino in miniatura!

Coltivare le felci arboree in vaso
Terriccio
- sciolto e soffice, ricco di sostanza organica
Luce - evitare il sole diretto e prediligere l'ombra anche intensa (70%) soprattutto nei mesi estivi. In inverno, nei nostri climi, tollerano un aumento dell'illuminazione.
Acqua - nella stagione di crescita annaffiare tutti i giorni tenendo fresco il terreno di coltivazione (che deve sempre drenare alla perfezione), bagnando il tronco e anche le fronde senza che l'acqua ristagni all'interno della corona
Concime - quando si rinvasa aggiungere sempre prodotto organico (cornunghia o simili); a primavera e in estate applicare un concime chimico ternario con microelementi, senza mai eccedere nella quantità.  Per irrobustire le piante è anche possibile applicare, sempre nella stagione di crescita, nitrato di calcio e nitrato di potassio, irrorando terreno e fusto ma non le fronde (noi lo vendiamo in sacchetti da 1 kg al prezzo di Euro/cad 3,50). Vista la crescita delle piante è consigliabile rinvasare una volta all'anno in primavera, aumentando il diametro del contenitore di 8-10 cm al massimo. In questa occasione aggiungere al terriccio anche un prodotto a lenta cessione tipo Osmocote 8-9 mesi.

Manutenzione - taglio delle fronde vecchie alla base
 

Coltivare le felci arboree in piena terra
Terreno - Il terreno deve essere adatto, quindi soffice e ben drenato. Se così non è meglio optare per i letti rialzati ricordando che in linea di massima le felci arboree esplorano il terreno in profondità per circa 60 cm: preparando la buca provvedere a un perfetto drenaggio sul fondo, soprattutto se il terreno è tendenzialmente duro e pesante. Poi aggiungere almeno il 50% di sostanza organica e reinterrare facendo attenzione che il colletto sia allo stesso livello che aveva nel vaso. Annaffiare le piante il giorno prima di metterle a dimora, poi bagnare di nuovo al termine dell'operazione per agevolare il delicato compattamento del terreno attorno alle radici. Il periodo ideale per fare queste operazioni è la primavera o la tarda estate.
Luce - la maggior parte delle felci arboree predilige l'ombra e in generale è bene evitare il sole diretto, anche in inverno.
Vento - riparare dal vento che può disidratare le fronde e indebolire i tronchi più esili
Umidità - oltre ad irrigare come indicato sopra, è bene mantenere un ambiente umido. Allo scopo si possono per esempio tenere ben bagnati i vialetti affinchè l'acqua intrappolata nel terreno evapori lentamente e crei il microclima ideale.
Aria - è  bene che l'aria possa circolare bene tra le piante per evitare che, grazie anche all'alto tenore di umidità richiesto, possano svilupparsi parassiti e funghi.
Concime - se le felci sono in piena terra generalmente una buona pacciamatura con foglie e materiale organico e l'aggiunta di cornunghia o stallatico in autunno è sufficiente. Nel caso invece che il terreno sia molto sabbioso e non riesca a trattenere i nutrienti può essere utile di tanto in tanto intervenire con un chimico nella stagione di crescita. Riporto l'esperienza di un caro amico e appassionato di felci, invitandovi a valutare bene l'esperimento: ha sciolto Nitrophoska Gold in acqua e ha asperso con questa soluzione il tronco delle sue felci arboree già grandi. Ha avuto un buon risultato!

Le piante che noi coltiviamo sono ottenute da spore germogliate in vaso e hanno sempre vissuto qui a Bologna, con riparo invernale in serra dove la temperatura minima è di 10°C (talvolta anche un po' inferiore): questo è un incoraggiamento per chi non ha ancora provato queste magnifiche e scenografiche piante. Magari non le enormi Sphaeropteris medullaris o Cyathea brownii, ma tutte le Dicksonia e anche l'Alsophila tricolor possono trovare ospitalità in spazi non troppo grandi per l'inverno: se poi il vostro giardino è da Roma in giù o in Liguria potete metterle a dimora in esterno e apprezzare al meglio le straordinarie potenzialità di queste maestose felci.

 

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