Cypripedium

Quello dei Cypripedium è un genere di piante classificato nel 1753 da Linneo, appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Il nome deriva dal greco “Kypris” (uno dei nomi di Afrodite) e “pedilion” (calzatura): da qui anche il nome volgare italiano, “scarpetta di Venere”, con riferimento alla particolare e caratteristica forma del labello.

Si tratta di piante erbacee perenni, geofite, dotate di rizoma sotterraneo strisciante su cui a primavera si sviluppa la gemma che dà origine al fusto fogliato alto al massimo 50-70 cm, che porterà da uno a dodici fiori secondo la specie.

La pianta è a dormienza invernale e in generale, dopo il risveglio primaverile, i fiori sbocciano a fine primavera-inizio estate.

La coltivazione dei Cypripedium deve seguire alcune semplici ma fondamentali regole, sia che si tratti di piante in vaso sia che se ne tenti la messa a dimora in piena terra.

Per quanto attiene il terreno, deve essere di origine vegetale, ben drenato, molto poroso e leggermente acido, costituito da una piccola base di torba o materiale simile e da abbondante perlite e/o pomice (eccezion fatta per C. calceolus che notoriamente predilige il terreno calcareo, leggermente umido anche nel periodo di dormienza).

Il rizoma dormiente va sempre piantato in modo tale che la gemma da cui avrà origine il fusto sia solo leggermente ricoperta dal terreno.

E’ bene evitare di fare asciugare del tutto il terreno, soprattutto nei primi anni successivi alla messa a dimora.

Nei climi più freddi può essere opportuno pacciamare durante i mesi invernali, per proteggere le radici.

Le specie sono più faticose da coltivare perché richiedono condizioni ambientali davvero particolari, difficilmente riproducibili: per questo motivo è assolutamente necessario evitare di estirpare le piante in natura per tentarne l’inserimento nel proprio giardino. Questa pratica malsana e irrispettosa dell’ambiente ha causato in diversi luoghi l’estinzione delle specie.

Negli ultimi vent’anni lo sforzo degli appassionati per ottenere nuove piante, più robuste, fiorifere e di semplice coltivazione, ha portato alla creazione di molti ibridi: va sottolineato comunque che i Cypripedium sono piante da clima fresco, che ben sopportano le rigide temperature invernali ma che difficilmente sopravvivono in caso di estati calde, soprattutto se asciutte.

A parte alcune eccezioni, per esempio gli ibridi ottenuti da C. kentuckiense, è bene evitare la coltivazione di queste orchidee in zone oltre la 7-8 USDA; inoltre, più il clima è mite più è necessario tenerle in ombra, benché luminosa.

Per ultimo, poniamo l’accento sul fatto che gli ibridi in commercio sono ottenuti da semi di piante selezionate: di conseguenza la rispondenza alle caratteristiche della pianta madre può non essere perfetta, ma questo, più che un limite, è da considerarsi la parte interessante della coltivazione!

Di seguito trovate l’elenco delle  piante attualmente in coltivazione, che potrete acquistare in vivaio dalla primavera oppure alle numerose mostre-mercato a cui partecipiamo.

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